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  • Team BioVario

La biodiversità nell'agroecosistema

di Maura Brusoni, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente - UNIPV

Laboratorio di biodiversità e biosistematica vegetale.


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sulla biodiversità nell'agroecosistema

Cos'è un agroecosistema?

E' un ecosistema modificato dall’uomo mediante attività agricola e composto da tre sottosistemi fortemente interagenti

  1. il sotto-sistema produttivo rappresentato dai campi coltivati

  2. il sotto-sistema rappresentato dagli habitat naturali o semi-naturali circostanti le coltivazioni

  3. il sotto-sistema antropico rappresentato da insediamenti e infrastrutture

L'agroecosistema è un ecosistema antropizzato rispetto ad un ecosistema naturale, possiede una minore capacità di autoregolazione (omeostasi), a causa degli interventi antropici che lo hanno modificato in una o più componenti.

La capacità omeostatica di un ecosistema è direttamente proporzionale alla

complessità della sua struttura: quanto più la struttura del sistema è complessa e quanto più elevata è la ricchezza biologica, espressa come numero di specie presenti, tanto

maggiore è la capacità omeostatica.


Caratteristiche dell'agroecosistema

L’agroecosistema si differenzia dagli ecosistemi naturali per i seguenti aspetti:

  1. richiede un costante intervento antropico, non è in grado di autosostenersi

  2. apporto di energia esterna attraverso l’impiego di fertilizzanti di sintesi e sementi selezionate

  3. asportazione di biomassa, attraverso il raccolto, che viene così sottratta al bilancio energetico

Impatti dell'attività agricola sull'ambiente

  1. semplificazione della struttura ambientale: frammentazione degli habitat naturali

  2. riduzione della biodiversità di specie vegetali spontanee a vantaggio delle specie coltivate e a scapito di quelle che competono con esse; effetti negativi di alcune pratiche agronomiche su diverse specie vegetali ed animali

  3. immissione di sostanze inquinanti, fertilizzanti di sintesi, prodotti fitosanitari (diserbanti, insetticidi, fungicidi)

  4. emissioni in atmosfera di gas serra climalteranti: la produzione agricola e gli allevamenti contribuiscono in maniera sensibile alle emissioni di gas serra (metano (CH4), protossido di azoto (N2O), anidride carbonica (CO2). Le risaie inondate sono responsabili per il 10% delle emissioni di CH4 causate dall'uomo e del 20% delle emissioni totali causate dalle attività agricole, conseguenti alle condizioni di anaerobiosi che si instaurano nei suoli sommersi. E' stato provato che l'aumento di CO2 e il riscaldamento globale raddoppieranno l'intensità della produzione di gas serra da parte delle coltivazioni

  5. contaminazione delle risorse idriche superficiali e sotterranee da prodotti fitosanitari per dispersione e dilavamento

  6. impatto sul suolo (erosione, inquinamento, riduzione della biodiversità della pedofauna, delle componenti fungina e microbica)

Tutela della biodiversità nell’agroecosistema

L’ecosistema agricolo pur non avendo carattere di naturalità assoluta, è comunque meritevole di rientrare in un progetto di tutela della biodiversitàe la conservazione della biodiversità deve essere considerata in tutti i settori di gestione del territorio, applicando il criterio della sua valorizzazione non solo alle aree naturali, ma anche a quelle fortemente modificate dall’uomo.

Nell’ecosistema agroambientale la tutela della biodiversità viene perseguita soprattutto attraverso una modificazione del modello di sfruttamento intensivo, integrando la conservazione della biodiversità nelle politiche agricolo-ambientali, sia a livello globale che nazionale, fino a scala regionale.


Sviluppo sostenibile

Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo l’Unione Europea si

impegna a includere gli OSS di Agenda 2030 nelle politiche e iniziative dell’UE,

facendo dello sviluppo sostenibile il principio guida di tutte le strategie

politiche della Commissione Europea, elaborare relazioni periodiche sui progressi dell’UE a partire dal 2017, sviluppare l’attuazione dell’Agenda 2030 con i governi dell’UE, il Parlamento europeo, le altre istituzioni europee, le organizzazioni internazionali, le

organizzazioni della società civile, i cittadini e le altre parti interessate

sostenendo in particolare gli sforzi dei paesi in via di sviluppo.

Il concetto di sostenibilità è stato introdotto nel 1972 nel corso della prima conferenza ONU sull’ambiente capacità di assicurare il soddisfacimento delle esigenze della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie.

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