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  • Team BioVario

La biodiversità nei giardini

Aggiornamento: 18 mar 2020

In questa conferenza tenuta nell'Aula Magna dell'Orto Botanico di Pavia, Paolo Cauzzi, docente di Botanica all'Università di Pavia, ci parla della biodiversità dei giardini, un tema che per professione e per scelta di vita personale, vive quotidianamente.

Prima di entrare nello specifico della tematica del giardino, raccontandolo nel suo percorso storico fino a giungere al contemporaneo, Cauzzi dedica la parte introduttiva della sua lezione alla biodiversità vegetale, in particolare a quella delle piante, che rappresentano le principali componenti del giardino.

“La biodiversità - ci racconta Paolo Cauzzi – è l'insieme, inteso nella sua variabilità, di tutti gli organismi viventi, compresi quelli che popolano ambienti più allargati, quindi tutta quella parte ecologica che comprende sistemi terrestri, marini e di acque dolci.”

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del Dott. Paolo Cauzzi


Principalmente la biodiversità viene divisa in tre principali ordini gerarchici: la biodiversità genetica microscopica, cioè il DNA che è presente negli essere viventi, la biodiversità dovuta a una diversità specifica cioè le differenze che ci sono tra le centinaia di migliaia di specie presenti sul nostro pianeta e una macrobiodiversità che riguarda gli ecosistemi cioè l'elemento che differenzia un habitat o una situazione ecologica rispetto ad un'altra. Infatti habitat di zone umide comprenderanno specie completamente differenti da zone aride oppure zone desertiche.

LE PIANTE

Anche se in base alle diverse finalità del giardino possono essere presenti diverse specie di animali, gli attori principali dei giardini sono le piante che possono essere divise in due principali tipologie: le specie botaniche, cioè le specie selvatiche, che esistono in un dato territorio da milioni di anni e che non sono mai state toccate dall'uomo; e le specie esotiche, caratterizzate da una grande varietà di forme colori, profumi da considerarsi la più grande componente delle specie botaniche utilizzate nel giardino. Oggi infatti solo nel settore vivaistico si coltivano forse per il 90 per cento di queste specie.

L'insediamento di queste tipologie esotiche è avvenuto per gradi nel corso della storia: con la scoperta di nuovi continenti e con il progredire della progettazione dedicata al territorio e agli spazi abitativi, si è sviluppata nel tempo un'attenzione crescente nei confronti di ciò che è nuovo e diverso quindi la coltivazione di nuove specie provenienti da paesi stranieri è stata incoraggiata e perseguita. Tra queste per esempio si possono citare l'orchidea o le piante tropicali che sono entrate a far parte del giardino anche come status symbol del proprietario. Se da una parte queste piante contribuiscono alla varietà del giardino, va però fatto un richiamo all'attenzione nei confronti di alcune di queste specie. Alcune di loro infatti, se non ben controllate, possono invadere le nicchie ecologiche delle nostre specie autoctone e metterne a rischio la sopravvivenza.

Poi c'è l'universo delle Cultivar, cioè piante addomesticate dall'uomo per uso personale. Tra queste le cultivar agronomiche in grado di diventare cibo e nutrimento per chi le coltiva. Dalla bacca alla pianta selvatica siamo arrivati agli ortaggi attuali che garantiscono produzioni in larga scala. Le Cultivar sono coltivate anche a scopo ornamentale e in questo senso molto attuale in campo genetico è la ricerca sugli ibridi per facilitare la selezione e quindi raggiungere determinati risultati in tempi più veloci e più efficacemente.

IL GIARDINO
Un giardino – afferma Paolo Cauzzi - deve essere visto come espressione personale di chi lo crea. E rappresenta anche la psicologia del proprietario... fare un giardino è come fare un'opera d'arte”

Il giardino è dunque una porzione di superficie all'aperto delimitata, recintata e custodita in cui si coltivano piante per molteplici scopi.

Per risalire alle origini del giardino si può andare agli uomini del neolitico che raccogliendo frutta e buttando i resti con i semi nella nuda terra, un giorno si accorsero che da questi semi nasceva una pianta. Col tempo si definirono spazi appositi protetti e recitanti per favorire queste coltivazioni anche con scopi medicinali e gradatamente si arrivò al giardino e al frutteto che oggi conosciamo.


Le prime testimonianze storiche ci arrivano con gli affreschi dell'antico Egitto dove spesso venivano rappresentati giardini funebri funzionali alla produzione di frutti per l'aldilà del defunto. Nell'antica Roma il giardino era ancora più racchiuso, simile a un cortile, ed era sede per la coltivazione di piante utili all'alimentazione come la vite e l'ulivo ma anche a scopo ornamentale e come sede di meditazione.

Giardini di grande bellezza e di cui ci sono giunte scarsissime testimonianze sono i giardini di Babilonia, vere e proprie opere di ingegneria idraulica, situati in una zona della Mesopotamia tra il Tigri e l'Eufrate, e concepiti già come orti botanici. I babilonesi infatti, sebbene popoli dediti alla guerra, erano soliti portare a casa, come bottino dei vari saccheggi, piante nuove, facendole adattare a situazioni completamente diverse e dando inizio così ad una vera e propria operazione di giardinaggio.

Il Giardino arabo, di cui esempi grandiosi sono presenti anche in molte regioni europee tra cui la Spagna, appare caratterizzato dalla presenza di numerose fontane e normalmente posseduto da signori assai ricchi. L'acqua infatti non era un elemento molto presente nelle località arabe e quindi era appannaggio solo di classi signorili e assai potenti.

Infine il Giardino giapponese o orientale, primo giardino ad essere utilizzato per uno scopo spirituale e quasi filosofico, come luogo di meditazione a contatto con le piante e con la molteplicità degli esseri viventi presenti un quel frammento di natura. Le piante, ornamentali e non, sono le protagoniste del giardino, perchè la loro bellezza provoca sensazioni che migliorano la qualità della vita.

Le tipologie più recenti di giardini europei

Tra i principali giardini che si sono sviluppati in Europa dopo il Rinascimento e che ancora rappresentano per noi dei modelli cui ispirarsi ricordiamo: il giardino all'italiana decisamente geometrico e scarsamente fornito di biodiversità vegetale; in questo caso la biodiversità non consiste tanto nel significato reale della parola, ma questo tipo di giardino si definisce biodiverso grazie alle tantissime geometrie e quindi forme e varietà estetiche in cui si compone.

Il giardino alla francese che condivide molti aspetti con il giardino all'italiana ma che sfrutta grandi prospettive e l'utilizzo di grandi vasche d'acqua che a loro volta vanno ad aumentare la biodiversità di tanti organismi viventi presenti sia animali che vegetali.

Infine Il giardino all'inglese , dove le forme geometriche scompaiono e la natura tende volutamente a confondersi con l'architettura del giardino, ed è caratterizzato da una grande varietà di forme, colori e biodiversità, quest'ultima favorita da una grande interazione con l'ambiente.

Anche in Italia sono presenti giardini all'inglese e si può notare che la fauna presente nella campagna circostante entra anche nel giardino creando uno scambio dinamico e continuo.

Il giardino contemporaneo

Stiamo giungendo a una ridefinizione del termine giardino – afferma Paolo Cauzzi - e giardino infatti significa “superficie all'aperto chiusa, e delimitata” allora può a ragione definirsi giardino un luogo dove sono presenti piante e dove qualcuno cerchi di coltivarle.

Una serie di vasi su un balcone dove magari sono presenti alcune specie diverse può a buon titolo definirsi giardino perchè già due entità creano una biodiversità; ovviamente maggiore è il numero delle piante o fiori e maggiori saranno le interazioni. Ne seguirà anche una maggior presenza di insetti e di loro specie. Spesso anche grazie alle famose infestanti esotiche di cui si è parlato all'inizio di questa relazione, ci sono alcuni ambienti che si inselvatichiscono e quindi si verifica un aumento della biodiversità. Va sempre ricordato che se queste piante esotiche creano danni alle piante preesistenti, allora è necessario fare attenzione e non permettere la loro moltiplicazione.

Un altro criterio grazie al quale sta cambiando l'idea di giardino è la sua collocazione. Il giardino attualmente non è visto solo come elemento da collocarsi a terra ma anche in altri luoghi. Per esempio in superfici poste in alto come i tetti delle costruzioni.

Nel nord Europa è stato presentato da poco tempo un progetto, da realizzarsi entro il 2025, che prevede la copertura di tutte le pensiline dei mezzi pubblici con uno strato vegetale per aiutare le api nel loro approvvigionamento.

Più in generale l'idea di coprire i tetti delle abitazioni con vegetazione è un progetto che esiste già da molti anni. I vantaggi sarebbero molti: risparmio energetico, con maggiore assorbimento delle radiazioni solari e miglioramento del microclima all'interno delle abitazioni. Inoltre un certo livello di umidità, debitamente controllato, contribuirebbe ad attirare insetti tra cui le api. Si pensa che la presenza di piante nelle aree urbane anche a livello domestico potrebbe portare un beneficio anche a riguardo dell'inquinamento e del controllo dei metalli pesanti. Nelle città sono in crescita molti progetti che riguardano la creazione di giardini urbani e orti sui balconi. Anche in questo caso è però doveroso usare certe cautele.

Esistono infatti città o situazioni molto inquinati, facciamo per esempio il caso di un tetto vicino a un camino o a un generatore: allora in questo caso la coltivazione di una pianta che dovrà servire all'alimentazione diventa un problema e non va assolutamente realizzata.

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