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La biodiversità del paesaggio vegetale: habitat e vegetazione

di Silvia Assini, Ricercatore e Professore aggregato (05/A1 – Botanica - Settore BIO/03 – Botanica Ambientale e Applicata) presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, Università degli Studi di Pavia.


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sulla biodiversità del paesaggio vegetale


Il paesaggio

La teoria estetico/percettiva considera il paesaggio come immagine della realtà, enfatizzando gli effetti emotivi prodotti sull’osservatore dall’insieme degli elementi; effetti che sono soggettivi e mutevoli nelle persone e nei tempi di osservazione.

L’approccio artistico è caratterizzato dall'osservazione, emozione individuale,

traduzione interpretata, invece l'approccio scientifico individua gli elementi caratteristici correlati a fattori ambientali in una vista panoramica di paesaggio.

I papaveri(Les Coquelicots) è un dipinto del pittore francese Claude Monet, realizzato nel 1873 e conservato al Musée d'Orsay di Parigi.

La teoria scientifico/ecologica considera il paesaggio come la realtà stessa, evidenziandone e descrivendone le componenti naturali e antropiche e le loro relazioni.

Oggetto di studio del metodo fitosociologico è il popolamento elementare, un tratto di vegetazione in cui è uniforme la distribuzione di tutte le specie.

L’uniformità floristica denota parallelamente la distribuzione uniforme dei fattori ecologici.

Per cogliere più agevolmente un popolamento elementare, conviene rifarsi anche all’uniformità delle condizioni geomorfologiche, edafiche e idrografiche del sito (esposizione, pendenza, forma della superficie, tipo di suolo, profondità dell’acqua ecc.).

La tipologia elementare della vegetazione, nel metodo fitosociologico, è l’associazione, rappresentata da una determinata combinazione di specie.

Tutti i popolamenti che, più o meno, presentano la stessa combinazione floristica si possono rapportare, idealmente, alla stessa associazione.

L’associazione rappresenta un modello statistico basato sull’analisi di un buon numero di campioni (tratti) di vegetazione, i cosiddetti rilievi fitosociologici.

Raggruppando i rilievi simili tra loro si potrà dedurre il modello statistico dell’associazione controllando l’importanza delle singole specie in termini di frequenza.

Il rilievo fitosociologico è la descrizione di un campione di vegetazione.

Il ruolo della fitosociologia nell’ecologia del paesaggio

L'insieme di associazioni vegetali che si presentano con relazioni di contiguità in

dipendenza di fattori ecologici comuni; non si tratta di fenomeni casuali, ma del risultato di condizioni ambientali esterne alla vegetazione:

  • Riunisce i popolamenti appartenenti alla stessa serie dinamica.

  • Tessella è lo spazio omogeneo, con le stesse potenzialità vegetazionali, su cui si rinvengono tutti i popolamenti appartenenti alla serie dinamica.

L'habitat

Originariamente è stato definito come "le condizioni fisiche che circondano una specie,

o popolazione di specie, o raduno della specie, o comunità" (Clements e Shelford,

1939). Quindi, ad avere un habitat non è solo una popolazione di specie, bensì un insieme

di più specie che convivono nello stesso luogo.

La direttiva Habitat (Direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche) è una direttiva approvata il 21 maggio 1992 dalla Commissione europea che ha lo scopo di promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo.


A tal fine viene indivituata una serie di habitat di interesse comunitario i quali vengono tutelati concretamente nelle Zone Speciali di Conservazione (Z.S.C.), che a loro volta derivano da una iniziale designazione dei Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.).

Questi vanno a costituire la rete di siti Natura 2000. Parallelamente si intende proteggere una serie di organismi animali e vegetali (elencati negli allegati successivi - slide N°74) di importanza primaria per rarità o ruolo chiave negli ecosistemi.


Recentemente l’Italia ha messo a punto il Manuale italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva Habitat http://vnr.unipg.it/habitat

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