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La biodiversità dei macromiceti e ispirazioni alla creatività artistica

Aggiornamento: 14 giu 2020

La Professoressa Elena Savino, docente di Botanica e Micologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra e degli Ambienti dell'Università di Pavia, ci parla dei Macromiceti.


N.B. per una maggior comprensione sono stati inseriti nel testo numeri che si riferiscono alla numerazione delle relative slide, preparate della Prof.ssa Savino.

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Della Prof.ssa Savino


Inizialmente classificati nel Regno delle Piante, ora fanno parte di un regno a sé stante, il Regno dei Funghi. I funghi sono infatti un mondo eterogeneo, possiamo osservarli ad occhio nudo (macromiceti) o al microscopio (lieviti, muffe).(3)

Durante la conferenza l’analisi è stata supportata da immagini sui macromiceti scientifiche, arcaiche, artistiche e fotografiche. (4)

Gli scienziati

Un’introduzione sui macromiceti non può prescindere dall’analisi di una figura importante per la scienza e per Pavia. (5) Qui studiò e lavorò Carlo Vittadini(1800-1865), nato in periferia di Milano, laureatosi a Pavia nel 1825 in Medicina con una tesi sui funghi commestibili e funghi velenosi. L’Orto Botanico di Pavia era sede della facoltà di Medicina e della Scienza, Farmacia e Botanica. Grandi scienziati sono passati dalle sue aule.

La tesi del Vittadini fu pubblicata ed è oggi conservata presso la Biblioteca dell’Orto Botanico, un testo dall'alto valore sia scientifico che artistico. Le tavole illustrative infatti, (6) disegnate dallo stesso Vittadini, sono molto precise e realistiche. Ne vengono esaminate alcune. Un fungo che ci accompagna nello studio dei macromiceti è l’Amanita muscaria (7), ne troviamo la rappresentazione anche in testi di favole o racconti. Dalle tavole del Vittadini confrontate con fotografie, possiamo notare la precisione del disegno nel rappresentare le varie fasi di crescita del fungo, tavole realizzate all’età di 25 anni. Alcuni esempi di suoi disegni: L'Amanita cesarea, (8) fungo già conosciuto e apprezzato ai tempi dei Romani, da cui il nome, che dopo il tartufo è ancora oggi il fungo più costoso; si trova in Italia e anche in provincial di Pavia, principalmente in Appennino sulversante ligure. Un altro fungo molto conosciuto è Macrolepiota procera anche detto mazza di tamburo. (9) Anche in questo caso la tavola del Vittadini non ha nulla da invidiare alle fotografie attuali. Nonostante i microscopi di allora non avessero la qualità di quelli odierni, dalle sue tavole possiamo notare disegni con dettagli rigorosi sul sistema riproduttivo dei funghi, che possiamo mettere a confronto con immagini odierne al microscopio.(10) Il Vittadini studiò molto il tartufo (11-12) su tutto il territorio dell'Oltrepò Pavese, rappresentandolo nelle sue tavole.Un’altra figura importante fu lo scienziato Giacomo Bresadola, (1847-1929) abate, che si dedicò allo studio della Botanica. Formatosi in campo micologico realizzò a sua volta un erbario di 30.000 specie custodito oggi a Stoccolma.

Pubblica 25 volumi sui macromiceti, descrivendone 1250 specie (13-14) oggi digitalizzati dai micologi del Museo di Scienze Naturali di Trento e consultabili online. Nelle sue tavole (15) i disegni sono molto precisi sia nella forma che nei colori. Il colore infatti è uno dei particolari importanti per distinguere le diverse specie fungine. (16-17)

Come è fatto un fungo

Quello che noi vediamo del fungo è il corpo fruttifero (“frutto” del fungo) che è lo sviluppo del “micelio” il quale, sviluppandosi attraverso il corpo fruttifero, produce le spore. Le spore, cadendo sul terreno sviluppano micelio permettendo la ciclica riproduzione.

(18-19) I funghi adottano diverse strategie per svilupparsi su un substrato, la maggior parte si nutre di sostanza organica morta (ossia sono saprotrofi), alcuni vivono in simbiosi con organismi autotrofi, come le piante. Tra questi possiamo ricordare quelli che vivono in stretta associazione con le radici delle piante, formando le cosiddette micorrize in cui entrambi I partner traggono un vantaggio reciproco. specie Infine possiamo ricordare che alcuni funghi possono essere parassiti, ossia v danneggiano l’ospite, a volta causandone la morte.

(20-21-22-23) I funghi che si sviluppano su substrati legnosi, come alberi vivi o morti, sono importanti perché contribuiscono alla degradazione di legname che altrimenti troveremmo in quantità enormi.

Arte e Scienza
 Otto Marseus van Schrieck Date: 1662 Style: Baroque
Still Life with Snakes, Frogs, Mushrooms, Flowers and Butterflies - Otto Marseus van Schrieck, 1662

La rappresentazione dei funghi è trasversale a diverse rappresentazioni artistiche. A partire dall’uso sui francobolli, specialmente nei paesi sudamericani o asiatici (23-24), a rappresentazioni di pittori sia classici che artisti contemporanei. Possiamo trovare immagini relative alla rappresentazione di natura morta sul sito www.wikiart.org. Interessante è notare che i pittori hanno ricercato nelle loro rappresentazioni la conoscenza scientifica. (26-41)

Storia e tradizione

1) incisioni rupestri

L’uomo ha attribuito ai macromiceti significato e simboli lungo tutti i secoli.

Il deserto del Sahara (43) risulta essere il più antico luogo di culto dei funghi. Incisioni rupestri ritrovate, vecchie più di 12000 anni, mostrano la figura di uno stregone con elementi grafici riferibili alla rappresentazione di funghi. Si può interpretare che la persona rappresentata fosse uno stregone che, con l’effetto allucinogeno del fungo, entrasse in contatto con l’aldilà, la trascendenza e un mondo immaginario. (44)

Divinità dei funghi del Tassili, Algeria (da Fouilleux & Mouchet, 2010, p. 132, foto dell’autore)

Da un’altra incisione si osservano figure con un fungo in mano, collegato alla testa e una sorta di nube che circonda tutte queste figure danzanti ed euforiche. (45)

Nel nord Europa, Scandinavia, troviamo immagini di funghi all’interno di rappresentazioni simboliche del viaggio nell’aldilà (46), in Russia immagini collegate alla figura femminile (47).

In Siberia, si tramanda che alle donne veniva fatto pre-masticare il fungo, togliendone così il gusto amaro e tossico. Il condottiero poteva così godere degli effetti allucinogeni senza subirne gli effetti tossici. Da notare che il fungo principalmente rappresentato per i suoi poteri allucinogeni è la Amanita muscaria. Nei popoli siberiani e lapponi la rappresentazione di Babbo Natale con i colori rosso e bianco risalirebbe alle figura dell’uomo-amanita nei riti sciamani. Il fungo allucinogeno veniva utilizzato anche dai condottieri norvegesi prima di una battaglia, ma I soldati spesso perdeva no il controllo a causa dell’eccesso di euforia. L’effetto allucinogeno era alternato a momenti di sonnolenza e problemi gastrointestinali, pertanto il re Odino ne proibì in seguito l’uso.

L’altro fungo che causa allucinazioni è la Psilocybe mexicana il cui uso è rinomato neu riti sciamanici delle popolazioni del centro America. Ccontiene composti simili alle anfetamine, simili all’LSD e quindi con una potenza rilevante. (48)

2) rappresentazioni iconografiche

troviamo testimonianze nell’arte cristiana dove il fungo è rappresentato come elemento dissacrante (49-50) oppure nei testi alchemici (51-52) piccole sculture di pietre-fungo nelle civiltà del Guatemala, Messico ma anche in Europa, con simboli e valenze legate alla sessualità (53).

Funghi luminescenti

Scoperti in Brasile, questi funghimolto piccoli, crescono solo in alcune parti del mondo e sono luminescenti sempre anche se per noi meglio visibili con al buio.

Oggi se ne conoscono più di 75 specie. La luminescenza sembra dovuta a una catena di enzimi che attivano l’enzima luciferasi, come per alcuni pesci e per le lucciole. Generalmente emettono una luce verde tenue (56-61).

Tintura

Dai funghi possono essere estratti coloranti per tingere tessuti naturali. Uno slancio a questa pratica lo diede la pubblicazione di Miriam C. Rice che nel 1974 ne dimostrava l’applicazione in tintoria. Pratica quindi recente. (62-63-64) Esiste una catalogazione per ciascun tipo di fungo e sono nate negli Stati Uniti start-up che sviluppano questa tipologia di tintura ( 62-67).

Nuovi materiali

Sono in atto ricerche per realizzare materiali con l’utilizzo dei funghi. Due ingegneri hanno presentato alla biennale di Seoul una struttura autoportante utilizzando il micelio, al Salone del Mobile di Milano 2019 un architetto ha progettato un “giardino circolare” utilizzando i funghi (70).Una tesi di laurea ha presentato il progetto di pannelli acustici bio con il riutilizzo di scarti vari e funghi a mensola, sfruttando le proprietà del micelio di questi funghi che è più tenace rispetto a quello delle muffe. A questo tipo di studi stanno collaborando anche ricercatori di diverse discipline (micologi, chimici e ingegneri) dell’Università di Pavia (71). Altre aziende studiano materiali che possano sostituire il polistirolo, quindi biodegradabili. (72) La nuova frontiera è anche quella dei tessuti, in questo caso la procedura è più complessa per ottenere le qualità di resistenza e impermeabilità richieste. (73)


N.B. per una maggior comprensione sono stati inseriti nel testo numeri che si riferiscono alla numerazione delle relative slide, preparate della Prof.ssa Savino.

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